Friulweb

L.A. 104 Maneggio - Aonedis FVG Sport Magazine L.A. 104 Maneggio - Aonedis

The Post – La recensione

marzo 20th, 2018  |  Published in Cultura

The Post (2017) è un thriller politico diretto e prodotto da Steven Spielberg, con Meryl Streep nei panni di Katharine Graham, Tom Hanks è Ben Bradlee, Bob Odenkirk ( Ben) e Sarah Paulson. Un grande cast, per una storia altrettanto importante. The Post è candidato a 2 statuette alla 90esima edizione degli Academy Awards- Miglior Film e Migliore Attrice per Meryl. The Post è già stato incluso nella lista dei migliori 10 film dell’anno, ma, nonostante ciò, è davvero così interessante come lo descrive la critica?

Per prima cosa, introduciamo la storia: sono gli anni 70’ quando il The Washington Post decide di pubblicare una serie di documenti top secret relativi ai famosi Pentagon Papers, alcuni file concerni la guerra del Vietnam, dopo che il Ny Times venne messo fuori dai giochi editoriali per colpa di un’ingiunzione che impedì al reporter Neil Sheeran di continuare a pubblicare la propria personale crociata investigativa contro il sistema. Fu il reporter del Post, Ben Bagdikian, a lanciare un super scoop con lo scopo di risollevare il gradimento del Post, quotidiano fino ad allora rilegato ad una infruttuosa tiratura locale.

  • Questo film sostiene il diritto alla libertà di stampa, garantita, negli Usa, dalla Costituzione. Un governo incerto e alcuni dibattiti politici sono alla base della crisi degli anni 70, ma le problematiche di cui tratta il film potrebbero essere benissimo la rappresentazione del panorama americano contemporaneo.
  • Se dovessi scegliere un’attrice per rappresentare l’unica donna che negli anni 70’ presenziava in un importante press room chi, se non Meryl? Una performance lucida, che le ha fruttato, anche quest’anno, una nomination.
  • Al di là del messaggio e della storia raccontata da The Post, il film è tutto fuorché di intrattenimento. Altre pellicole relative ad inchieste giornalistiche come il vincitore Spotlight o Truth sono, a mio avviso, più interessanti e coinvolgenti nel modo in cui la storia viene raccontata. Troppo lente le scene in The Post, talmente lente da risultare insopportabilmente noiose.
  • Un grande cast ed un grande direttore sono importanti ma non bastano a rendere un film né “bello” tantomeno “ben fatto”.
  • Unico tratto positivo, Bob Odenkirk. Sì, proprio il Saul Goodman di Breaking Bad! Riconoscerlo è stato, forse, l’unico momento di attività celebrale durante la visione di questo film.

Giudizio: 1.5/5

Micol Sartori

Tag:, ,

Cerca

Articoli recenti


Meta

Archivio Articoli

Utilità e rubriche

Tag